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Un incontro con la senatrice Liliana Segre per non dimenticare. “Il dramma della Shoah è un vulnus scolpito per sempre nella storia europea e in quella italiana. Siamo chiamati a ricordarlo, a sentircene ancora responsabili, ogni anno, grazie alla Giornata della Memoria e al programma delle iniziative realizzate per allontanare il rischio di due mali terribili: l’oblio e l’indifferenza. Non dobbiamo disperdere la memoria, solo la memoria infatti ci protegge dal dimenticare”.

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo in Aula Consiliare dando il benvenuto alla senatrice Liliana Segre e ringraziandola per la sua visita.

 

“Contro oblio e indifferenza – ha proseguito il presidente – la Regione Lombardia c’è: nella vicinanza quotidiana alla comunità ebraica, come nell’appoggio concreto a tante iniziative e istituzioni che lavorano per tenere vivo il ricordo della deportazione e dello sterminio. Tra i fondatori della Fondazione Memoriale della Shoah, la Regione ha fortemente creduto, sin dall’inizio, nel progetto di realizzazione del Memoriale, luogo certamente di omaggio alle vittime e di commemorazione, ma anche di confronto e dibattito civile”.

“Ma non basta – ha sottolineato Fontana – ogni equivoco va chiarito, ogni eroe va celebrato, ogni giusto va riconosciuto. Per questo voglio ricordare, tra le più recenti manifestazioni di vicinanza, l’approvazione, da parte del Consiglio regionale lombardo, lo scorso 5 novembre, di una mozione a sostegno della Senatrice Segre contro gli attacchi rivolti alla sua persona e quella del 21 gennaio che impegna la Giunta a farsi portavoce presso il Governo nazionale e Istituzioni Europee dell’istanza di stesura di un codice dal quale emerga una chiara definizione di antisemitismo”.

“I valori fondanti della nostra democrazia – ha proseguito – sono anticorpi per respingere altre atrocità. Che sia il nostro operato un monito per le giovani generazioni a preservare la memoria dei periodi bui, a identificare le cause del ‘male’ per diventare buoni maestri per le generazioni che verranno. Ai nostri giovani affidiamo quei valori civili e morali senza i quali il mondo può incorrere in nuovi pericoli, può essere indifferente a rinnovati rischi. Chiediamo ai nostri ragazzi di diventare ‘pietre d’inciampo’, di essere ‘pietre vive’. Chiediamo di essere eredi dei molti ‘giusti’ rifiutando l’indifferenza.

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