tpl milano

“La Regione Lombardia trasferirà quest’anno all’Agenzia del Tpl di Milano 417,7 milioni di euro su un totale regionale disponibile pari a 629 milioni. Rispetto allo scorso anno, 3 milioni vengono redistribuiti alle Agenzie di Tpl di altre province lombarde, in ragione dei costi standard che regolano in maniera oggettiva parametri di efficienza e raggiungimento di obiettivi. Milano, però, e il fatto è tutt’altro che irrilevante, può recuperare questa cifra rinunciando a una minima parte dei maggiori introiti garantiti dalla tariffazione integrata. Maggiori entrate che, per Milano, ammontano a oltre 50 milioni di euro. Gli amministratori del capoluogo lombardo, come alternativa, possono rivolgersi al Governo giallorosso, chiedendogli di garantire i finanziamenti che spettano alla Lombardia. Ricordo, infatti, che la nostra Regione muove quasi il 24% dei passeggeri a livello nazionale, ma ottiene risorse solo per il 17%”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi, replicando alla lettera ricevuta da alcuni sindaci della Città metropolitana di Milano

Riforma costi standard definita nel 2017

“Aggiungo – ha proseguito Terzi –  che Milano sapeva da 3 anni che i fondi disponibili sarebbero stati ripartiti in modo diverso a partire dal 2020, seguendo appunto i criteri oggettivi dei costi standard. La riforma è stata definita nel 2017 al termine di un articolato percorso di confronto con i portatori di interesse”.

Regione che investe di più

“La Lombardia – ha ricordato l’assessore Terzi – è la Regione che investe di più nel trasporto pubblico locale e più volte negli anni siamo intervenuti per sopperire ai tagli dei Governi, tant’è che il sistema sarebbe già imploso nel 2016 se non fosse intervenuta la Regione rimediando alle gravi mancanze dello Stato centrale”.

No allo scaricabarile

“Prendersela – ha concluso – con la Regione, peraltro quando Milano ha in pancia un tesoretto milionario, significa ricorrere allo scaricabarile nel tentativo di nascondere la propria incapacità di programmazione”.

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